Storia dei quotidiani e della stampa: dalle prime gazzette all’era digitale

L’intreccio con le cannucce di carta di giornale è un connubio tra l’antica arte dell’intreccio e il riciclo creativo. In questo articolo vorrei farti conoscere la storia della nostra materia prima: i quotidiani. Quando sono nati, come si sono sviluppati e la loro trasformazione con l’avvento del digitale.

La storia dei quotidiani e della stampa è un viaggio affascinante che si intreccia con l’evoluzione della società, della cultura e della tecnologia. Dai primi bollettini manoscritti alle pubblicazioni digitali del XXI secolo, la stampa ha avuto un ruolo centrale nella diffusione delle idee, nella formazione dell’opinione pubblica e nello sviluppo del pensiero critico.

Le origini della stampa

Come saprai sicuramente, la stampa è un processo per la produzione di testi e immagini che avviene mediante l’impiego dell’inchiostro su carta e di una pressa da stampa. È parte essenziale dell’editoria e oggi giorno viene svolto come processo industriale su larga scala, ma non è stato sempre così.

Si ritiene che questa tecnica sia stata inventata in Cina all’epoca della dinastia Tang (618-907) anche se esistono reperti di epoche precedenti. L’inchiostro venne impresso sul foglio di carta per mezzo di blocchi di legno sulle quali erano intagliati testi o illustrazioni.

Secondo alcuni studiosi britannici il più antico libro stampato al mondo non è la Bibbia di Gutenberg, bensì una traduzione cinese del Diamond Sutra, opera dedicata alla religione buddista. Si tratta di un rotolo di sei fogli di carta lungo più di 5 metri e risalente al 868 ed è conservato presso la British Library di Camden, in Gran Bretagna.

La xilografia si diffuse anche in Europa, dove dal XIV secolo divenne di uso comune per stampare fantasie sugli abiti. Quando la carta divenne facilmente reperibile, intorno al 1400, il metodo della stampa iniziò ad essere impiegato anche su carte da gioco, oltre che per riproduzioni artistiche e religiose.

Intorno alla metà del 1400 il tedesco Johannes Gutenberg rivoluzionò la stampa con l’invenzione dei caratteri mobili fatti di metallo, tecnica più veloce ed economica. Lo stesso Gutenberg realizzò degli inchiostri a base oleosa che duravano di più degli inchiostri a base acquosa, ed ispirandosi ad un torchio per la spremitura dell’uva inventò la pressa per stampa, dopo un anno di sperimentazioni stampò il suo primo libro: la Bibbia di Gutenberg, 1455.

La Bibbia di Gutenberg misura circa 30 x 40 cm, pesa ben 7,5 kg ed è conservata in una blindatissima cassaforte del museo Gutenberg di Magonza.

Nei secoli successivi vi furono nuove invenzioni e migliorie: Bryan Donkin inventò il rullo inchiostratore sviluppando la Macchina di Fourdrinier. All’inizio del XIX secolo Stanhope, Clymer, Koenig ed altri crearono nuovi strumenti tipografici più efficaci. Nel 1814 Il ”Times” fu il primo ad essere stampato con l’ausilio della macchina a vapore.

L’invenzione della stampa fu determinante per diffondere la cultura e le notizie. Inizialmente i giornali uscirono in formato libro; successivamente fu concepito un formato più adatto notevolmente più ampio: i fogli di notizie. Nati nella Repubblica di Venezia nel 1536 questi furono chiamati “gazzette” perchè era messo in vendita al prezzo di una moneta d’argento da due soldi chiamata gaxeta. Il nome gazzetta si diffuse in Italia e nel resto d’Europa.

Curiosità Nell’antica Roma ai tempi di Giulio Cesare esistevano gli Acta Diurna Urbis che erano delle tavole colorate di bianco e affisse ai muri della città in cui venivano scritti gli avvenimenti accaduti nell’Urbe. Contenevano notizie giudiziarie, decreti imperiali o del Senato ma anche annunci di nascita, di morte e di matrimonio come dei veri e propri giornali.

Le prime pubblicazioni periodiche

Prima ancora dei quotidiani, in Europa circolavano i cosiddetti avvisi manoscritti, resoconti di eventi e notizie destinate a un pubblico ristretto, come mercanti, banchieri e membri delle corti. Nel XVI secolo, con lo sviluppo della stampa, presero forma le prime gazzette: fogli stampati che raccoglievano notizie di cronaca, politiche, economiche e curiosità provenienti da diverse parti del mondo.

La “Relation aller Fürnemmen und gedenckwürdigen Historien”, pubblicata a Strasburgo nel 1605 da Johann Carolus, è considerata da molti storici il primo vero giornale della storia.

Il primo giornale ”moderno” nasce in Germania a Lipsia nel XVII secolo e fu Einkommende Zeitung. Nato nel 1650 come settimanale, dieci anni dopo diventò un quotidiano con notizie di cronaca, politica ed economia.

Nel 1664 nacque la Gazzetta di Mantova, prima con uscite settimanali poi, nel 1866 diventò un quotidiano. Ad oggi la Gazzetta di Mantova è il giornale ancora esistente più antico d’Italia e del mondo.

Nel 1665 iniziò la pubblicazione della Gazzetta di Venezia dando il nome al genere delle gazzette.

Il Settecento: la stampa come motore dell’Illuminismo

Nel XVIII secolo si assiste a una vera e propria esplosione della stampa periodica. I quotidiani e i giornali diventano strumenti di informazione e di dibattito, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione delle idee illuministe. In Francia, il “Journal de Paris” (fondato nel 1777) e il “Moniteur Universel” furono tra i protagonisti dell’informazione durante la Rivoluzione francese.

Parallelamente, anche nel mondo anglosassone, la stampa si consolida: il “Times” di Londra nasce nel 1785, mentre negli Stati Uniti la “Pennsylvania Gazette”, diretta da Benjamin Franklin, segna un’epoca nell’informazione americana.

L’Ottocento: il quotidiano di massa

Con la Rivoluzione industriale e i progressi tecnologici, l’Ottocento segna la nascita del quotidiano moderno. L’introduzione delle rotative, della carta a buon mercato e della telegrafia permette la produzione e la diffusione su larga scala. I giornali diventano accessibili a un pubblico sempre più ampio, contribuendo all’alfabetizzazione e alla crescita del ceto medio urbano.

Nascono nuovi generi giornalistici: la cronaca nera, la cronaca rosa, i feuilleton e le rubriche di attualità. In Italia, “Il Corriere della Sera” (fondato nel 1876) e “La Stampa” di Torino (1867) diventano pilastri dell’informazione nazionale. In America, Joseph Pulitzer e William Randolph Hearst rivoluzionano il settore introducendo il giornalismo investigativo e la stampa sensazionalista, detta “yellow journalism”.

Il Novecento: la stampa tra libertà e propaganda

Il XX secolo è segnato da grandi trasformazioni e da una crescente importanza della stampa nella vita democratica. I giornali svolgono un ruolo chiave durante le guerre mondiali, sia come strumenti di propaganda sia come veicoli di informazione. Il rapporto tra stampa e potere si fa complesso: da un lato, i quotidiani contribuiscono alla formazione di un’opinione pubblica autonoma; dall’altro, subiscono spesso pressioni e censure da parte dei regimi totalitari.

L’invenzione della radio e, successivamente, della televisione, rappresenta una sfida ma anche uno stimolo all’innovazione per la carta stampata: i giornalisti devono adattare linguaggi e strategie narrative tutte nuove.

Dalla seconda metà del Novecento all’era digitale

Negli anni Sessanta e Settanta, la stampa vede l’affermarsi di nuove testate, l’emergere di una stampa indipendente e la nascita di rubriche specializzate. Con l’avvento dei computer e delle reti telematiche, i giornali iniziano a sperimentare le prime forme di editoria elettronica. L’arrivo di Internet negli anni Novanta segna una svolta epocale: nascono le edizioni online dei quotidiani, le notizie sono accessibili in tempo reale e la figura stessa del lettore cambia.

La storia dei quotidiani e della stampa è costellata di scoperte e innovazioni. I quotidiani, oggi come ieri, continuano a essere uno specchio delle società.

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Rita Borracci
Rita Borracci
Bravissima e paziente. Mi sono divertita moltissimo al suo corso.
Simona Del Genio
Simona Del Genio
Bravissima, precisa, paziente e dolcissima.Con tutte le peripezie che ha passato in quell'ora che abbiamo trascorso insieme, è riuscita a mettermi sulla strada delle cannucce. Grazie
Cser Kata
Cser Kata
Különleges, művészi alkotások, ötletek tárháza. Olaszul és magyarul lehet Évitől kérdezni. Kedves, megbízható, segítőkész.
RòLAM

Bossànyi Èvi vagyok, Pècsen születtem de màr több mint tizenöt ève Olaszorszàgban, Grosseto vàrosàban èlek, ahovà a pàrom rèvèn kerültem.
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