Conosciamo i carciofi principalmente per il loro utilizzo in cucina. Ma lo sapevi che le piante possono donarci dei fiori bellissimi?
I carciofi appartengono alla famiglia delle Asteracee, oltre ad essere buoni hanno delle proprietà che fanno bene al nostro organismo. Si possono gustare in mille modi ma in pochi sanno questa curiosità: quello che noi mangiamo non è un “frutto” ma un fiore.
Chi di noi non ha mai mangiato un carciofo cotto o crudo? Prima di cucinarlo dobbiamo pulirlo, togliere tutte le foglie esterne più dure, chiamate bratte. Quando tagliate in due un carciofo, soprattutto se raccolto verso la fine della stagione, al suo interno noterete una peluria comunemente chiamata barba. Se, arrivati verso la fine della stagione dei carciofi, alcuni non li raccogliete e li lasciate nelle piante, nel periodo tra giugno e luglio avete una sorpresa.
Il carciofo matura, piano piano si apre e la barba si trasforma in un bellissimo fiore viola intenso che per circa dieci giorni dona colore all’orto. Possiamo anche raccoglierli e farli essiccare oppure lasciarli seccare sulla pianta.
Il fiore del carciofo nella storia
Il fiore del carciofo non è soltanto bello, ha un buon potere coagulante e gli Etruschi lo usavano per creare un caglio vegetale per fare i formaggi. Veniva realizzato facendo macerare il fiore di carciofo o di cardo selvatico nell’acqua, poi una volta filtrata veniva usata nell’arte casearia che gli Etruschi già conoscevano bene e che poi hanno tramandato ai Romani.
I carciofi sono sempre stati presenti anche nell’arte. Nell’iconografia della chiesa, i pittori, usavano il carciofo per rappresentare il peccato originale e della passione di Cristo.
La leggenda della ninfa Cynara
Oltre alla storia ufficiale del carciofo, conosciuto già ai tempi degli antichi egizi c’è anche una leggenda sul fiore del carciofo.
Si narra che Cynara fosse una bellissima ninfa con capelli biondi e occhi verdi sfumati di viola. Zeus, rimasto affascinato, da cotanta bellezza si impegnò in un lungo corteggiamento. La ninfa, dal canto suo, con un carattere duro e pungente non volle mai cedere al più importante degli dèi che, per punizione, decise di trasformarla in una pianta che la rappresentasse: all’esterno pungente e con una scorza coriacea e striata di verde e di viola. Al suo interno un cuore tenero e prezioso che si sarebbe svelato solo a chi avrebbe avuto la pazienza di attenderne la fioritura.
Curiosità sul nome del carciofo
La parola carciofo deriva dall’arabo kharshuf ma, soprattutto nell’Italia settentrionale il carciofo viene chiamato con un nome che ha molta somiglianza con le lingue inglese, francese, tedesco e ungherese.
In Veneto mangiano gli articiochi così come in Lombardia gli articiocch. Nomi simili anche in Liguria, articiocca e in Piemonte, arcicioc. Questi nomi sono molto simili all’inglese (artichoke), al francese (artichaut), al tedesco (artischoke) e all’ungherese (articsòka).
Mangiamo i carciofi che sono buoni e fanno bene, ma se ne resta qualcuno sulle piante non è un problema. Attendete la loro fioritura e godetevi i loro bellissimi colori. Enjoy the flowers.







